Ferdinando Imposimato è nato a Maddaloni, in provincia di Caserta, nel 1936.

Si laurea in Giurisprudenza all'Università di Napoli nel '59. Nel '62 diventa vicecommissario di Polizia e viene destinato prima a Brescia, poi a Forlì. Un anno dopo torna a Roma come funzionario del Ministero del Tesoro, dove lavora per un anno.

Nel '64 diventa magistrato. Quale giudice istruttore istruisce alcuni tra i più importanti casi di terrorismo: il processo Moro, l'attentato al Papa, l'omicidio del Presidente del CSM Vittorio Bachelet, la strage di Piazza Nicosia. E' lo scopritore della pista bulgara in Europa e delle connessioni del terrorismo italiano con i servizi segreti israeliani, nonché della presenza del Kgb nel caso Moro. Si occupa di settanta casi di sequestro di persona. Riesce a liberare alcuni ostaggi. Tra questi Mirta Corsetti, Giovanna Amati, Michela Marconi, Angelo Apolloni. Si occupa di processi contro mafia e camorra. Tra gli altri istruisce il caso di Michele Sindona, il banchiere siciliano legato a Cosa Nostra, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento di banche italiane e straniere (la Franklyn Bank di New York) e quello contro il padrino Frank Coppola. Nell’81 istruisce il processo alla Banda della Magliana, un'organizzazione criminale legata a Cosa Nostra.

Nell'84 viene nominato rappresentante dell'Italia a Strasburgo per i problemi di terrorismo internazionale con abuso delle immunità diplomatiche e redige la mozione finale approvata all'unanimità dai rappresentanti dei 16 Paesi d'Europa. Sempre nell’84 riceve il premio dedicato a Carlo Alberto Dalla Chiesa "per avere proseguito le sue battaglie al servizio della Giustizia anche dopo l'assassinio del fratello e le minacce contro di lui". Nell'85, un libro delle Nazione Unite lo segnala, nell'Anno della Gioventù, come Il simbolo della giustizia.

Nel 1986 è costretto a lasciare la Magistratura per le continue minacce di Cosa Nostra e di terroristi. Diventa consulente legale delle Nazioni Unite nella lotta alla droga e al narcotraffico. Per conto delle Nazioni Unite, prepara programmi di addestramento dei giudici colombiani, boliviani, peruviani ed ecuadoriani. Ad un programma che si svolge in Italia partecipano, tra gli altri, Giovanni Falcone, Gianni de Gennaro, Rosario Priore, Giancarlo Caselli ed il Generale dei Carabinieri Mario Mori.

Si occupa anche di diritti umani e dei principi del giusto processo in America Latina, dove, per incarico del Dipartimento degli Stati Uniti, svolge un'importante missione in Perù. Nel rapporto finale si condanna l'operato dell’allora presidente Fuji Mori.

Nell'86 scrive sei soggetti cinematografici per la Rai. I film vengono co-prodotti dalla televisione italiana, dalla tv francese, dalla tv austriaca e dalla tv spagnola. Si tratta di sei storie giudiziarie dal titolo Il Giudice Istruttore, che raccontano alcune delle inchieste da lui condotte. In esse è ricorrente il problema della contraddizione tra la verità processuale e la verità reale. Tra gli interpreti delle storie, dirette dal regista Florestano Vancini: Erland Josephson, l'attore prediletto dal regista Ingmar Bergmann, che interpreta la parte del giudice Imposimato, Daniel Gelin, Horst Bucholz, Capucine, Alessandro e Vittorio Gassmann.

Federico Fellini, amico fraterno del giudice, lo ritrae in alcune caricature e gli propone di scrivere dei soggetti cinematografici sui temi giudiziari. Ma il progetto non va a termine per la morte del regista. Nell'87, come indipendente di Sinistra, viene eletto al Senato della Repubblica ed alla Camera dei Deputati. Nel ‘92 viene rieletto alla Camera dei Deputati. Nel '94 viene eletto al Senato. Per tre legislature è membro della Commissione Antimafia. Presenta numerosi disegni di legge sulla riforma dei servizi segreti, sugli appalti pubblici, sui trapianti, sui sequestri di persona, sui pentiti, sul terrorismo, sulla dissociazione.

E' membro della Suprema Corte di Cassazione, dove raggiunge il grado di Presidente Onorario Aggiunto della Suprema Corte. E' stato Presidente della TRIO Internazionale (Transplant Recipient International Organization). E' direttore dell'Osservatorio dell'Eurispes sulla criminalità organizzata in Italia. E' giornalista. Ha collaborato con molti quotidiani, tra cui la Repubblica, Il Secolo XIX, il Times, il Corriere della Sera, Il Tempo, con i settimanali Panorama, l'Espresso e ha scritto su riviste specializzate. Nel dicembre '99, con la collaborazione di Sandro Provvisionato, giornalista del Tg5, e di Giuseppe Pisauro, avvocato, scrive un libro inchiesta Corruzione ad Alta Velocità, in cui mette in evidenza il dilagare del fenomeno della corruzione, anche dopo l'azione dei Giudici di Milano nota come Mani Pulite. Ha scritto Un Judge en Italie, pubblicato in Francia con notevole successo. Attualmente è avvocato penalista.

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